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Proposta di legge Valducci-Napoli per la soppressione di enti territoriali intermedi e trasferimento delle relative funzioni

gennaio 29th, 2009

In merito alla discussione sulla semplificazione amministrativa dei diversi livelli di governo esistenti in Italia, spesso si assiste ad una fiera delle ipocrisie e delle mezze verità, si auspicano abolizioni senza poi proporre il relativo trasferimento delle funzioni, è però fresca di oggi una intelligente proposta di legge avanzata dai deputati Mario Valducci e Osvaldo Napoli di cui intendo promuoverne la discussione, di seguito il testo della proposta.

PROPOSTA DI LEGGE
D’iniziativa dei deputati Mario Valducci, Osvaldo Napoli
Soppressione di enti territoriali intermedi e trasferimento delle relative funzioni

——–


Onorevoli Colleghi! La difficile condizione della finanza pubblica, determinate soprattutto dalla stagnazione economica, a sua volta causata dalla crisi finanziaria ed economica internazionale, impone scelte rigorose per l’eliminazione delle spese inutili o, comunque, non sufficientemente produttive, di prestazioni e servizi per i cittadini al fine di concentrare le risorse finanziarie pubbliche nei settori più importanti sotto il profilo dello sviluppo economico, sociale e civile del Paese.La crescita eccessiva di enti decentrati e locali in Italia, costituisce uno dei motivi principali della polemica in corso sui costi amministrativi e della politica, oltre a rappresentare uno sviluppo perverso dei concetti di decentramento, di prossimità e di sussidiarietà che caratterizzano il dibattito politico. Le inchieste di stampa e le analisi di diversi organismi di studio hanno posto in evidenza, al di là delle deviazioni e degli sperperi, come in ogni caso tutto ciò costituisca un fattore di aggravio di spesa, confusione nella ripartizione dei ruoli e delle funzioni e di aumento della pressione fiscale complessiva.Spesso, analizzando i bilanci queste strutture, è evidente come circa la metà dei fondi sia destinata alle spese di funzionamento e solo una minima parte sia ridistribuita ai cittadini, sotto forma di servizi e di opere pubbliche.La proposta che sottoponiamo all’attenzione del Parlamento provvede a sfoltire drasticamente un’ampia serie di organismi ed enti territoriali o funzionali decentrati affidandone i compiti ai comuni, alle province o alle regioni. Sono così soppressi: le comunità montane, le circoscrizioni comunali, i consorzi dei bacini imbriferi montani (BIM), gli enti parco regionali, i consorzi di bonifica, gli enti strumentali e le agenzie regionali e le Autorità d’ambito territoriale (ATO) in materia di servizi idrici. Una norma finale invita le regioni a statuto speciale e le province autonome ad adeguarsi alle nuove disposizioni di legge, pena la riduzione del Fondo ordinario degli enti locali, secondo quanto già stabilito dalla Finanziaria per il 2008.

Al di là delle parole, con una semplice tabella illustriamo l’evidenza di quanto detto:


Comunità montane 356

Bacini imbriferi montani (BIM) 63

Consorzi di bonifica 191

Enti parco regionali 138

Autorità d’ambito territoriale (ATO) 91

Enti strumentali regionali 600

Circoscrizioni comunali 344

PROPOSTA DI LEGGE


Articolo 1(Soppressione delle comunità montane)


1. A decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge, sono soppresse le comunità montane di cui agli articoli 27, 28 e 29 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 concernente: Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali di seguito definiti “Testo unico”.2. I comuni già compresi nell’ambito territoriale delle soppresse comunità montane possono istituire forme di collaborazione organizzativa e funzionale, ai sensi degli articoli da 30 a 35 del Testo unico. Resta fermo per i comuni l’obbligo di aderire ad una unica forma associativa, ai sensi del comma 28 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. In tale ambito il numero dei consiglieri, se previsto, non può essere superiore a quello dei consiglieri di un comune di pari popolazione.3. In relazione ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato ed alla successione nei rapporti giuridici, si applica il comma 22 dell’articolo 2 della citata legge n.244 del 2007. Le funzioni già svolte dalle comunità montane che non possono essere esercitate dai comuni nelle forme previste dal comma 2, sono conferite alle relative province.4. Gli interventi speciali per la montagna stabiliti dall’Unione europea o dalle leggi statali o regionali sono gestiti dalla provincia, sulla base di apposite intese tra la provincia stessa e i comuni interessati. Analogamente gli interventi di pianificazione territoriale ed infrastrutturale, nonché di sviluppo socio-economico delle zone montane concorrono a formare il piano territoriale di coordinamento delle province, predisposto ai sensi dell’articolo 20 del Testo unico. Qualora le intese non sia raggiunta, provvede la regione.


Articolo 2(Soppressione delle circoscrizioni comunali)


1. A decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge sono soppresse le circoscrizioni comunali di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. I rappresentanti eletti cessano dalla carica alla medesima data.2. I comuni provvedono a disciplinare gli effetti conseguenti all’applicazione delle disposizioni del comma 1 con riguardo alla ripartizione delle risorse umane, finanziarie e strumentali, facendo salvi i rapporti di lavoro a tempo indeterminato esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge. I comuni succedono alle circoscrizioni soppresse in tutti i rapporti giuridici e ad ogni altro effetto, anche processuale, ed in relazione alle obbligazioni si applicano i princìpi della solidarietà attiva e passiva.


Articolo 3(Soppressione dei consorzi dei Bacini imbriferi montani (BIM))


1. A decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge sono soppressi i consorzi tra i comuni compresi i BIM, costituiti ai sensi dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 1953, n. 959. 3. Dalla medesima data di cui al comma 1 cessano le proprie funzioni gli organi direttivi dei BIM.2. Le funzioni svolte dai consorzi dei BIM sono attribuite alle province. Qualora il bacino si estenda sul territorio di più province le funzioni svolte dai consorzi dei BIM sono attribuite alle regioni. Le regioni provvedono a disciplinare gli effetti conseguenti all’applicazione delle disposizioni del comma 1 con riguardo alla ripartizione delle risorse umane, finanziarie e strumentali, facendo salvi i rapporti di lavoro a tempo indeterminato esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge. Le province, o le regioni, succedono ai consorzi dei BIM soppressi in tutti i rapporti giuridici e ad ogni altro effetto, anche processuale, ed in relazione alle obbligazioni si applicano i princìpi della solidarietà attiva e passiva.4. Il sovracanone annuo previsto dalla legge 27 dicembre 1953, n. 959, è versato dai concessionari di grandi derivazioni d’acqua per forza motrice e dagli impianti di produzione per pompaggio alla Regione.5. Le Regioni determinano altresì i criteri per la determinazione delle modalità di riparto del sovracanone tra i comuni costituenti il soppresso consorzio del BIM e ed emanano disposizioni al fine di garantire che la tutela dei diritti delle popolazioni di montagna in relazione all’utilizzo delle acque del rispettivo territorio sia attuata in maniera coordinata tra gli enti che hanno competenza in materia, evitando duplicazione di opere e di interventi.


Articolo 4(Soppressione degli enti parco regionali)


1. A decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge le funzioni, ivi compresa l’attuazione dei piani parco, attribuite agli enti parco regionali, sia marini che terrestri, di cui all’articolo 22 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, sono trasferite alle province. Qualora il parco si estenda sul territorio di più province le funzioni da esso svolti sono attribuiti alle regioni.2. Le regioni provvedono a disciplinare gli effetti conseguenti all’applicazione delle disposizioni del comma 1 con riguardo alla ripartizione delle risorse umane, finanziarie e strumentali, facendo salvi i rapporti di lavoro a tempo indeterminato esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge. Le province, o le regioni, succedono agli enti parco in tutti i rapporti giuridici e ad ogni altro effetto, anche processuale, ed in relazione alle obbligazioni si applicano i princìpi della solidarietà attiva e passiva.3. Dalla medesima data di cui al comma 1 cessano le proprie funzioni gli organi previsti dal comma 1 dell’articolo 24 della legge 6 dicembre 1991, n. 394. Le regioni attuano, con propri provvedimenti, quanto previsto dagli articoli 25 e 26 della citata legge n.394 del 1991.


Articolo 5(Soppressione delle Autorità d’ambito territoriale in materia di servizi idrici)


1. A decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge sono soppresse le Autorità d’ambito territoriale di cui all’articolo 148 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Le relative funzioni sono trasferite alle regioni, con particolare riguardo all’attuazione dei piani d’ambito di cui all’articolo 149 del decreto legislativo n.152 del 2006 medesimo.2. Le regioni provvedono a disciplinare gli effetti conseguenti all’applicazione delle disposizioni del comma 1 con riguardo alla ripartizione delle risorse umane, finanziarie e strumentali, facendo salvi i rapporti di lavoro a tempo indeterminato esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge. Le province, o le regioni, succedono agli enti parco in tutti i rapporti giuridici e ad ogni altro effetto, anche processuale, ed in relazione alle obbligazioni si applicano i princìpi della solidarietà attiva e passiva.


Articolo 6(Soppressione dei consorzi di bonifica)


1. A decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge sono soppressi i consorzi di bonifica di irrigazione e di miglioramento fondiario di cui all’articolo 59 del Regio decreto 13 febbraio 1933, n. 215 ed i relativi compiti sono affidati alle province. Qualora il consorzio si estenda sul territorio di più province, le relative funzioni sono attribuite alle regioni.2. Le regioni provvedono a disciplinare gli effetti conseguenti all’applicazione delle disposizioni del comma 1 con riguardo alla ripartizione delle risorse umane, finanziarie e strumentali, facendo salvi i rapporti di lavoro a tempo indeterminato esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge. Le province, o le regioni, succedono ai consorzi di bonifica in tutti i rapporti giuridici e ad ogni altro effetto, anche processuale, ed in relazione alle obbligazioni si applicano i princìpi della solidarietà attiva e passiva.


Articolo 7(Soppressione degli enti strumentali e delle agenzie regionali)

1. Nelle regioni a Statuto ordinario, a decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge, sono soppressi tutti gli enti strumentali e le agenzie , istituiti con norma regionale e dotati di autonomia legale e contabile, cui la regione abbia delegato compiti riconducibili alle funzioni costituzionalmente ad essa affidate.2. Le regioni provvedono entro 60 giorni a disciplinare gli effetti conseguenti all’applicazione delle disposizioni del comma 1 con riguardo in particolare alla riassunzione delle funzioni precedentemente delegate, nonchè alla ripartizione delle risorse umane, finanziarie e strumentali degli enti strumentali e delle agenzie, facendo salvi i rapporti di lavoro a tempo indeterminato esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge. Le regioni succedono ai soppressi enti strumentali ed alle agenzie in tutti i rapporti giuridici e ad ogni altro effetto, anche processuale, ed in relazione alle obbligazioni si applicano i princìpi della solidarietà attiva e passiva.2. Dalla medesima data di cui al comma 1 cessano le proprie funzioni gli organi direttivi degli enti strumentali e delle agenzie medesime.


Articolo 8(Norma di coordinamento)


1. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano provvedono ad adottare le disposizioni idonee a perseguire le finalità di cui alla presente legge. In caso di mancata attuazione a decorrere dall’anno finanziario 2010 il Governo applica la riduzione del fondo ordinario di cui all’articolo 34, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.504 prevista dal comma 32-bis dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n.244.

 

4 commenti »

  1. matt says

    Bella proposta!

    gennaio 31st, 2009 | #

  2. abby road says

    a me la proposta piace

    gennaio 31st, 2009 | #

  3. abby street says

    anche a me, bene!

    gennaio 31st, 2009 | #

  4. m grotto says

    anche a me piace, magari farei una riflessione sulle circoscrizioni delle grandi città

    febbraio 1st, 2009 | #

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