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Vacanze 2010: qualche buona lettura in attesa di San Lorenzo (parte seconda)

agosto 8th, 2010

In attesa della notte di San Lorenzo, annoto che ieri qui a Jesolo è stata una splendida serata per osservare il cielo e le sue costellazioni grazie ad un cielo privo di luna, ad una bicicletta e ad una stradina che costeggiando il canale da Cortellazzo si addentrava all’interno della campagna. Direzione nord: l’Orsa Maggiore, poi, dirigendo lo sguardo verso est, via via la stella polare e la relativa costellazione dell’Orsa Minore, la W rovesciata di Cassiopea a cui sono particolarmente affezionato, la croce del Cigno sullo zenith, ecc… Possibile che ogni volta che mi soffermo sul firmamento, pur avendolo già ammirato innumerevole volte, si rinnovi il sentimento di stupore e di ammirazione come se fosse la prima volta? Forse perchè lo spettacolo non è mai sempre lo stesso per la soddisfazione di scorgere o riconoscere una stella in più, o per la rievocazione di qualche mito che aveva ispirato gli antichi osservatori, o per le suggestioni parafilosofiche che induce l’infinitamente grande di fronte al quale ci si sente minuscoli e provvisori? Ogni volta che ci rifletto mi confermo l’impegno a non dimenticare mai di rendere omaggio a tanta bellezza e di contribuire a irradiarla a chi desidera condividerla, è uno di quei tesori che diventa più prezioso se lo godi con altri.

Detto questo non posso esimermi dal lasciare una mappa per chi avesse la curiosità di seguire il cielo di agosto e ripercorrere i miei stessi passi sulla volta celeste!

E ora veniamo a noi, mi ero ripromesso di condividere gli spunti più interessanti e originali che avessi rinvenuto dal libro di Alvise Zorzi “La vita quotidiana a Venezia nel ’500”, eccone alcuni riguardanti le Istituzioni a cui viene dedicato un capitolo intero:

gli aspetti descritti riflettono un assetto costituzionale di una repubblica che, pur avendo mezzo millennio di anni di distanza dalla nostra, probabilmente era angustiata da molti analoghi problemi dei giorni nostri, segno che gli uomini e le loro inclinazioni spesso sono le medesime pur al variare dei tempi, le soluzioni adottate erano però ingegnose e degne di nota, per eleggere il Doge, per esempio, si provvedeva alla selezione di quarantuno grandi elettori attraverso una procedura talmente complessa (estrazioni a sorte, elezioni, eliminazioni, nomine) che era addirittura un motivo di grande curiosità e di studio per principi e signori forestieri (quali per esempio gli Aragonesi, i Lorena, gli Estensi, i Gonzaga, i Valois, gli Orsini, i Farnese e molti altri tra i maggiori casati del tempo) aggregati ad honorem al Maggior Consiglio in cui avveniva il rito, ma al contempo costituiva una valida garanzia contro il pericolo sempre incombente di sotterfugi e brogli, la cui repressione era una costante ossessione per il bene comune. E qui veniamo alla curiosità che volevo segnalare: il broglio.

Il termine “broglio”, con cui anche ai giorni nostri si descrivono gli artifizi attraverso i quali si maneggia in materia elettorale per falsarne gli esiti, è stato coniato mutuandolo dal nome dell’orto (brolo) delle monache di San Zaccaria prospiciente il palazzo ducale, poiché in tale luogo erano relegate una serie di attività (all’epoca disapprovate anche se tollerate e, per quanto possibile, gestite) tra cui, riportando fedelmente dallo Zorzi, “la presentazione dei giovanissimi che si affacciavano per la prima volta alla politica, accompagnati dai parenti e presentati al Doge, e la presentazione delle candidature ai posti più importanti, quando i candidati, sempre accompagnati dalla parentela più influente, se ne avevano, si avvicinavano alle personalità più autorevoli e si inchinavano dinnanzi a loro sbassando stola (…). Questi maneggi non erano che una forma di propaganda elettorale, indispensabile in un sistema dove cariche e uffici venivano assegnati da un parlamento, in concorrenza fra più candidati. Ma non mancano testimonianze di altre e meno lecite attività che si consumavano in Broglio, fino al commercio dei voti. Chi vol honor deve procurarsi i voti di un certo numero di poveri gentiluomini soprannominati “sguìzari”, svizzeri (nel Cinquecento, gli Svizzeri erano abitualmente mercenari al soldo di chi li pagava di più, ndr).

Pertanto possiamo notare come l’origine di questo termine così attuale sia proprio veneziano e con il termine ovviamente anche il problema connesso della corruzione elettorale, ma possiamo altresì osservare che di fronte a questo malcostume la Serenissima non se ne stava inerte, lo identificò, in parte lo tollerò confinandolo pragmaticamente entro un determinato perimetro, ed escogitò poi anche uno strumento per vigilarlo e reprimerlo, istituendo un’apposita Magistratura chiamata dei Censori.

Torniamo ai giorni nostri e pensiamo a quanti “broli” e “svizzeri” abbiamo in comune con la Venezia del Cinquecento, le cronache ne sono piene, peccato che i rimedi attuali spesso siano inefficaci o perseguano fini ulteriori. Comunque l’architettura era molto complessa, fatta di pesi e contrappesi, e le soluzioni adottate molto ingegnose, vedremo qualche altro spunto nei prossimi giorni.

5 commenti »

  1. penny says

    Non è possibile commentare con sole due parole un post così variegato.

    Partendo dagli spunti tratti dal Testo di Zorzi, non posso che concordare sul fatto che i rimedi odierni a brogli e “compravendite” siano, nella maggior parte dei casi, efficaci come un ombrellone per ghiaccioli sotto al sole..
    La nostra è l’epoca dei condoni, degli sconti di pena, delle sanzioni pecuniarie che rimpinguano le casse dello Stato, ma non “guariscono” la mente malata di chi si rende responsabile di offese al corretto andamento della Democrazia. Se poi il soggetto responsabile è parte integrante dell’Amministrazione.. Puff. Nessuno ha visto nulla. Opinione personale, ovviamente.

    Passando invece all’osservazione della volta celeste…. Non vi è nulla che mi ispiri maggiormente. E azzardando un collegamento alla seconda parte del post (che ho commentato in precedenza)….: non sono forse un “broglio” anche le stelle?
    In fondo noi non possiamo sapere quali siano effettivamente ancora in vita a migliaia di anni luce di distanza…
    Unico rimedio? Non farsi troppe domande e accogliere ciò che arriva diretto ai nostri occhi.

    :smile:

    agosto 9th, 2010 | #

  2. jojo says

    quando sarà l’apice per avvistamenti di stelle cadenti?

    agosto 9th, 2010 | #

  3. penny says

    Al tg hanno detto la notte del 12!

    agosto 9th, 2010 | #

  4. leo says

    interessante! l’apice credo sia proprio oggi!!!!

    agosto 12th, 2010 | #

  5. Ambra says

    affascinante ma mancano le puntate successive o sbaglio? :grin:

    agosto 20th, 2010 | #

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